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RDC UNA DELLE GUERRE PIU’ LUNGHE, SILENZIOSE, INVISIBILI DELL’AFRICA E DEL MONDO.

Da oltre trent’anni, la Repubblica Democratica del Congo vive una guerra che sembra non finire mai. È un conflitto fatto di silenzi, sfruttamento e dolore, che ha causato milioni di vittime e sfollati. Dietro le sue cause ci sono interessi economici enormi: oro, diamanti, coltan e altri minerali preziosi, indispensabili per l’economia globale ma estratti a prezzo di sangue.

Nel cuore di questa tragedia, le donne e i bambini sono le prime vittime: vittime di violenze, schiavitù, arruolamenti forzati e sfruttamento nelle miniere. Eppure, da questa sofferenza nasce anche una forza straordinaria: quella di chi continua a lottare per la dignità e la giustizia.

Il coraggio di Nené Bintu Iragi

Tra queste voci di resistenza c’è quella di Nené Bintu Iragi, avvocata per i diritti umani e presidentessa della società civile del Sud Kivu.
Per anni ha denunciato gli abusi dei signori della guerra e dei diamanti, difendendo donne e bambini vittime di violenze e sfruttamento. La sua determinazione le è costata cara: minacce di morte e persecuzioni l’hanno costretta a fuggire dal suo paese.

Ma nemmeno l’esilio ha fermato la sua voce. Dall’estero continua a battersi perché il mondo apra gli occhi su una guerra dimenticata, affinché la pace e la giustizia tornino a essere parole possibili anche per il popolo congolese.

Una voce che chiede ascolto

La storia di Nené Bintu Iragi non è solo una testimonianza di dolore, ma anche un appello alla coscienza globale. Ricorda a tutti noi che dietro ai nostri telefoni, ai nostri gioielli, ai nostri dispositivi digitali, ci sono spesso mani sfruttate, corpi violati e vite spezzate.

Raccontare, ascoltare e sostenere donne come lei significa dare luce a una delle guerre più invisibili del nostro tempo — e scegliere, ogni giorno, da che parte stare.

Educa una bambina ed educherai una nazione

 

Nené è anche vincitrice del Premio Internazionale per i Diritti Umani Daniele Po 2025, riconoscimento che celebra il suo impegno instancabile e la sua voce libera contro la violenza e l’ingiustizia.

La scorsa settimana ha incontrato migliaia di studenti, insegnanti, cittadini e istituzioni, portando con sé il suo messaggio di resistenza e resilienza. Ha parlato delle estrazioni di minerali rari, che arricchiscono il mondo ma impoveriscono la dignità umana; delle guerre e dei genocidi che da trent’anni devastano il Congo, una delle tante guerre invisibili e dimenticate del nostro tempo.

Gli studenti l’hanno accolta con entusiasmo, dopo un intenso lavoro di preparazione, ricerche e domande profonde: “Cosa possiamo fare noi?”
Nené ha risposto con il suo sorriso di speranza e con parole di impegno attivo, raccontando le storie di bambine e bambini che non conoscono l’infanzia, costretti a lavorare nelle miniere delle cosiddette “terre rare” — la nuova, tragica frontiera dei conflitti di oggi e di domani.

“La nostra enorme ricchezza, quella del sottosuolo, è in realtà la nostra condanna.
Ma il mio impegno è la speranza di un intero paese, di un intero popolo.”
— Nené Bintu Iragi

Questo viaggio di incontro e consapevolezza è stato possibile grazie alla collaborazione tra Associazione “Le Case degli Angeli di Daniele” Onlus, Comune di Bologna, Città metropolitana di Bologna, Comune di Pieve di Cento, Comune di Cento, Coop Alleanza 3.0, Antonella Napoli di Focus On Africa, Insieme per la Pace in Congo, Rete Organizziamoci, e l’arte teatrale di Daniela Bises e Fevi, che hanno interpretato il libro “Diamanti” di Orecchio Acerbo Editore, scelto con cura dall’Associazione Tararì Tararera.

Un grazie speciale a Nina e Federica, interpreti e amiche, e a tutte le scuole del territorio che hanno aperto il proprio sguardo su un mondo più vicino di quanto immaginiamo.

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